Rubrica ‘la salute prima di tutto’: prendersi cura di naso e gola

La salute prima di tutto

Questa volta nella seconda rubrica sulla salute, si parlerà della pulizia del naso e della gola, dando alcune dritte e rispondendo ad alcune domande.

È necessaria una quotidiana pulizia del naso? Quali sono i benefici? I gargarismi o altre abitudini possono aiutare il benessere e l’igiene del nostro corpo?

Curiosità: come trattare i foruncoli nel naso? Sono pericolosi?

Curiosità: per la gola…aerosol o fumenti?

Riflessioni sulla pandemia da Corona virus (Covid-19) e qualche consiglio pratico

Corona virus: dopo averne parlato in un altro articolo tre settimane fa (lo trovate qui), voglio approfondire l’argomento cercando di fare chiarezza su alcuni punti. Stiamo parlando di una situazione nuova, inaspettata, in quanto si tratta di un virus sconosciuto che ha subito mutazioni tali che, al momento, non c’è vaccino né terapia specifica. Del resto dobbiamo capire che la vera emergenza del nostro secolo non sono tanto i tumori maligni per i quali tanti passi sono stati fatti, ma proprio per i virus. Pensiamo solo che per un banale raffreddore non c’è cura se non sintomatica!

Estensione del contagio

Dobbiamo pensare che i dati forniti ogni giorno sono riferiti solo ai casi accertati: i
ricoverati, i deceduti o i guariti dopo un ricovero. Ma sui contagiati cosa possiamo dire? A detta di illustri colleghi, molti riescono a superare la malattia senza complicazioni o
addirittura senza manifestazioni o con un quadro simile ad una influenza stagionale. In
altre parole i contagiati a mio parere sono decine, se non centinaia di migliaia di infettati. E poi facciamo una riflessione ulteriore: il vaccino, per quanto importante, non è una cura. Serve solo a fare in modo da essere immunizzati dall’infezione di tal germe (batterio) o virus, ma questi non muore, viene solo respinto e magari va altrove.

Come facciamo a sapere se siamo infetti?

È chiaro che non si possono fare tamponi a tutti. Non ci sono tamponi sufficienti, sono
molto cari e i laboratori non riuscirebbero ad esaminarli. Ma in realtà a cosa serve fare il tampone? Solo a farci stare tranquilli. Ma se anche facessi il tampone e fosse negativo… non vuol dire che allora posso stare tranquillo, magari ce l’ho ancora in incubazione o me lo prenderò domani. Oppure… se fossi positivo ma ho scarsi sintomi cosa potrei fare di diverso dallo stare a casa? Non esiste una cura che lo stronca prima di manifestarsi.
Quindi dobbiamo necessariamente vedere il decorso.

Che cura si può fare?

Quello che manca, e dobbiamo ringraziare i tanti tagli alla sanità e alla ricerca, è una sorta di “antibiotico” per i virus. Ovviamente siamo ancora lontani da questo obiettivo. Le cure quindi sono riferite solo ai sintomi e alle complicazioni. Diventa fondamentale la prevenzione. Ovviamente l’ideale sarebbe un vaccino che, però, necessita di tempo per essere messo a punto. Ecco che l’isolamento e la circoscrizione del contagio diventa l’unica strada percorribile. Fondamentale. Le regole di stare a casa il più possibile, le distanze e tutto il resto che continuamente ci indicano sono FONDAMENTALI. Più circoscriviamo i focolai e prima li faremo esaurire.

mascherine-covid19

Ma le mascherine servono?

Certo che se tutti avessero le mascherine a norma questo renderebbero un po’ più difficile il contagio. Ma sappiamo bene che le mascherine a norma sono carenti e probabilmente non tutti le porterebbero. In ogni caso, avere la mascherina a norma non vuol dire essere completamente protetti. Ad esempio, se una persona ti starnutisce in un indumento e poi con questo ti sfreghi gli occhi o la bocca teoricamente potresti essere contagiato. Allora chiariamo una volta per tutte a chi e a che cosa serve la mascherina. Mettiamo da parte i sanitari a contatto con i pazienti infetti che usano le mascherine in dotazione con altri ausili di protezione associate ad un protocollo specifico. Le mascherine sempre a norma ma più semplici, di tipo “chirurgico” , fatte con materiali particolari filtranti hanno come scopo di proteggere il paziente dal contagio dal sanitario e non VICEVERSA. In parole povere non è che portando quelle mascherine siamo tutelati dagli altri, ma sono gli altri ad essere protetti da noi. Quindi ha senso usarle se noi non siamo in condizioni perfette di salute.
Infine, le tante mascherine fai da te non forniscono nessuna garanzia di sicurezza come
barriera. Ti proteggono da polvere, fanno una minima barriera ma che non dà alcuna
garanzia di sicurezza. Per di più bisognerebbe cambiarle continuamente per non tenere nel suo contesto imbrigliate, le gocce della nostra saliva. In conclusione cosa consigliare?
È molto più importante evitare i contatti con l’esterno e, se necessario, tenere le distanze giuste dagli altri. Quando si parla si può usare un fazzoletto di carta davanti alla bocca che poi si può buttare via. Perché non consiglio presidi artigianali? Perché
quando uno indossa una qualche mascherina si sente protetto e fa meno attenzione alle regole di comportamento e questo diventa più pericoloso che non averla.

Conclusione: pazienza e fiducia

Dobbiamo armarci di fiducia e santa pazienza e rassegnarci al fatto che questa infezione durerà ancora ed anche se ci saranno notizie confortanti (speriamo) di un rallentamento questo non vorrà dire “liberi tutti”, anzi sarà il momento più delicato per tenere duro. La mia modesta previsione è che prima che la situazione torni normale passeranno parecchie settimane. Purtroppo ci costerà tanto, sia per le persone care e purtroppo le più fragili, sia dal punto di vista economico. Ma ricordiamoci che i grandi cambiamenti ed i processi di crescita avvengono nei momenti di difficoltà, non quando tutto va bene. Speriamo che sia così anche per noi. L’importante è prendere consapevolezza che in questo caso siamo tutti responsabili e solo con l’aiuto di tutti riusciremo a vincere questa difficile battaglia.

Corona Virus: fra realtà e paranoia

corona virus: tra realtà e paranoia

Ero molto dibattuto se esprimermi su questo argomento che ha ormai monopolizzato ogni canale di informazione. Del resto, sapendo che molti mi seguono e spesso mi chiedono un parere mi sembra giusto condividerlo con tutti.

Innanzi tutto devo esprimere grande tristezza e smarrimento vedendo quanti (troppi) si improvvisano esperti e si slanciano in pareri e insegnamenti senza avere alcun titolo per farlo. Il risultato è sotto i nostri occhi: una sorta di paranoia collettiva che ci porta a comportamenti assolutamente ingiustificati se non demenziali.

Cerchiamo di dare un po’ di chiarezza.

Il problema reale non è la gravità dell’infezione ma la sua maggior capacità di diffusione essendo un virus nuovo e in assenza di vaccino. Il rischio è quindi, se si diffondesse in modo non controllato, di creare un intasamento delle strutture sanitarie e paralizzare i servizi. Già durante i periodi di grande epidemia influenzale troviamo posti di lavoro dove la metà del personale è a letto. Figuriamoci se questo fenomeno fosse ancor più esteso.

Le complicanze come già ripetuto dai vari colleghi, legate alle persone più fragili (anziani e defedati) in proporzione aumenterebbero come aumenterebbe il ricorso all’ospedale e questo creerebbe una sorta di blocco dei servizi.

In conclusione, purtroppo bisogna accettare questi provvedimenti in quanto limitare i rischi di diffusione dovrebbe contribuire a far finire prima questa situazione. A livello personale consiglio il buon senso. Se avete un familiare o un amico con sintomi di influenza lo andreste a sbaciucchiare? Penso di no. Lavarsi le mani una volta di più o non farsi starnutire in faccia non credo sia una grande scoperta. E per piacere …le mascherine per tutti non hanno senso, comprare scorte tipo guerra è demenziale. E infine basta continuare a parlare di questo come se fossimo sul bordo del baratro.

Rilassiamoci e proseguiamo la nostra vita…passerà anche questa .

Antibiotici? Anche no… grazie

antibiotici

Ancora oggi ci sono molte credenze popolari e luoghi comuni sull’utilizzo degli antibiotici che necessitano a mio parere di qualche chiarimento.

Innanzi tutto non pensiamo che dare un antibiotico sia il modo “più efficace” per trattare le infezioni. Ad esempio, inizio con qualche sintomatico, tipo aspirina o tachipirina o antiinfiammatorio e se non miglioro entro breve picchio “duro” con l’antibiotico.

Non parliamo poi del concetto che prima si parte con le compresse ma se la malattia è grave bisogna dare le punture che sono “più forti”.

Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza:

Il primo concetto fondamentale è che il nostro organismo in condizioni di base normali, è in grado di combattere e risolvere la maggioranza delle affezioni comuni anche senza medicine. Ve la ricordate il consiglio della nonna: ti fai una bella sudata e domani starai meglio? Ovviamente questo non vuol dire che le medicine non servono, ma vanno date quando realmente sono necessarie e nella modalità giusta.

Altro principio fondamentale è che le infezioni possono essere di origine virale (ad esempio raffreddore, influenza) o batteriche (ad esempio la classica tonsillite acuta con pus, molte bronchiti, ecc.) Mentre per le forme batteriche l’antibiotico è necessario ed efficace , per le virali è inutile e spesso controproducente . La differenza fra gli antibiotici non è fra più forti e meno, ma si distingue per spettro di azione cioè contro quali germi bisogna usarli, e l’emivita cioè per quanto dura la loro efficacia.

Il discorso ovviamente sarebbe lungo ma limitiamoci a qualche consiglio pratico :

  1. non dare subito l’antibiotico fai da te pensando di risolvere, ma attendere almeno l’andamento del problema ed, eventualmente, consultare il Medico ;
  2. non dare l’antibiotico per raffreddore od influenza salvo non insorgano complicazioni batteriche ;
  3. la maggior parte degli antibiotici sono “a largo spettro” cioè funzionano per la maggior parte dei germi comuni , se dopo 3-4 giorni non funzionano non è che “hai visto ho dovuto farli per 10 gg prima di aver risultato …” probabilmente se non funzionano rapidamente è perché non servivano o non era la cura giusta . Probabilmente guarivi da solo;
  4. il giusto dosaggio deve essere rispettato. Dare meno della dose necessaria non solo può non funzionare ma aumenta la resistenza del germe all’antibiotico.

Ma allora perché così tanti antibiotici anche prescritti dai medici? Un po’ perché “il paziente se lo aspetta”. Un po’ perché ahimè c’è a volte l’incapacità di distinguere virale da batterico. Un po’ per proteggersi … do subito il massimo e così nessuno mi dirà; non hai prescritto neanche un antibiotico …

Conclusione: aiutiamo la natura …non bastoniamola!!

Corso Base Medicina Ayurvedica – Genova

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ATTENZIONE !!!

SI AVVISA CHE IL CORSO IN OGGETTO E’ STATO RINVIATO ALL’ANNO NUOVO IN QUANTO A CAUSA DEI RECENTI EVENTI CLIMATICI CHE  HANNO COLPITO LA LIGURIA ALCUNI PARTECIPANTI  NON HANNO POTUTO CONFERMARE LA LORO PRESENZA   PER QUELLE DATE . IL CORSO VERRÀ COMUNQUE RIPROPOSTO NEL PRIMO TRIMESTRE DELL’ANNO NUOVO .

CONOSCERE L’ AYURVEDA MAHARISHI : RUDIMENTI TEORICI E PRATICI a Genova, aperto a chiunque voglia conoscere ed impadronirsi dei principi, le logiche di ragionamento e le tecniche di analisi e terapia di base.

Il corso, sia teorico che pratico, verterà in due lezioni frontali e uno di esercitazioni libere ed interattive ove potrà sperimentare l’applicazione di quanto imparato.
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Cos’è l’ipnosi?

Oggi parliamo di ipnosi clinica. Come viene utilizzata in medicina? Che cosa aspettarsi? Quali sono i benefici? Una spiegazione semplice e chiara dell’ipnosi clinica fornita dal dottor Africano.

Parliamo di Vita ed Ayurveda

Equilibrio e armonia

Nel libro testimonianza fondamentale dell’Ayurveda, il Charaka Samitha, si racconta che un giorno un allievo ( Agnivesa ) chiede al suo Maestro Atreya se la durata della vita è prestabilita o no.

Allora lui risponde: “La vita si esaurisce nel mezzo [della sua durata potenziale] se si intraprendono attività non in armonia con le proprie forze” (CS, Sut, XII, 38).

Ecco quindi che viene ribadito il concetto di responsabilità, che in Ayurveda è fondamentale: ciascuno determina il proprio destino in base alle proprie azioni. Se le azioni verso se stesso sono adeguate la persona vivrà a lungo, altrimenti vivrà poco e male.

Del resto se fosse tutto prestabilito che senso avrebbe curarsi ?

Ecco quindi il principio fondamentale che distingue questo tipo di Medicina dalla tendenza moderna e occidentale di voler piegare la natura a nostro uso e consumo . In Ayurveda il Vaidya (il medico ayurvedico) non è colui che guarisce le malattia ma quello che accompagna la persona nel percorso della salute .

Ecco perché l’Ayurveda non è per tutti .

Il punto non è che bisogna crederci perché funzioni. Funzionare… funziona, ma bisogna metterci del proprio, accettare di mettersi in discussione . Da noi invece la natura deve piegarsi al nostro volere: sono vecchio ma voglio fare il giovane , non voglio avere la febbre , non voglio avere dolore , voglio mangiare di tutto , mi piacciono i vizi …

Armonia, equilibrio ecco le chiavi per una buona salute .

La Malattia secondo l’Ayurveda

Nella medicina convenzionale si considera che la malattia sia originata soprattutto da cause esterne come l’aggressione da parte di virus e batteri, dalle condizioni malsane di un ambiente inquinato ecc.

La conferma la troviamo nel nostro linguaggio comune: “Hai l’influenza ? E come te la sei presa ? Chi te l’ha attaccata ? …”. C’è sempre un nemico, un capro espiatorio da indicare come il responsabile di tutto . Ma è pur vero che se ci mettiamo in tre mezzi nudi alla finestra , uno si prende il raffreddore il secondo la bronchite ed il terzo niente .

Non solo.

Se in un’altra occasione ripetiamo la stessa cosa , quello che ha preso la bronchite si prende il raffreddore e quello che non aveva niente magari la bronchite ..

Certo , l’influsso degli agenti patogeni esterni , l’ambiente non adeguato o magari dei traumi esterni esistono , ma perché la recezione è diversa fra diversi individui e in momenti differenti anche negli stessi individui ?

Nella nostra medicina si parla di difese immunitarie ma sono solo frutto di alchimie biochimiche ? No . Dipendono anche e molto , dall’alimentazione , dalle abitudini di vita e dall’equilibrio psichico e mentale della persona .

L’ Ayurveda riconosce fra le cause principali delle malattie non solo i fattori patogeni esterni, ma soprattutto i fattori che riguardano l’individuo nella sua sfera più intima… Le nostre capacità energetiche ( in Ayurveda li chiameremmo “Dosha” ) devono rimanere in equilibrio e quando non lo sono ci espongono ad eccessi e deficit , in altre parole alle malattie .

Unica soluzione: riappropriarci della nostra mente e corpo. Difficile? Abbastanza .

Ma come direbbe un saggio ayurveda ogni cambiamento è frutto del desiderio di mettersi in discussione mettendoci qualcosa di proprio senza pretendere . L’opposto della nostra medicina ( e società in generale ) dove si vorrebbe che arrivi qualcuno o qualcosa che dall’esterno metta tutto a posto .

Ma riuscire si può . Bisogna però accettare questi principi : cambiare ciò che si può cambiare, accettare ciò che non può essere cambiato ed avere la saggezza di distinguere le due .

Equilibrio


Quante volte abbiamo usato questa parola.. e se ci pensiamo , l’abbiamo usata in mille contesti diversi.

Se uno non sa andare in bicicletta non ha equilibrio , ma se uno è un po’ matto è uno squilibrato , un cattivo giudice non valuta le cose con il giusto equilibrio , uno che cammina su un filo ha un perfetto equilibrio , ma è anche vero che se uno è in pace con se stesso ha un buon equilibrio interiore , se qualcuno ha le vertigini non ha equilibrio , però se una persona è saggia è una persona equilibrata …

Potremmo continuare .

Pensiamo quindi a quanto importante sia questo concetto . Non avere l’equilibrio significa non avere più quei riferimenti che sono essenziali nella nostra vita . E vale per tutto . Per vivere bene dobbiamo avere dei punti di riferimento stabili : la famiglia o comunque dei legami , un lavoro ed una stabilità economica , una spiritualità che ci aiuti nei momenti difficili , ecc ecc . Ecco una delle cause fondamentali della crisi della nostra società : aver perso le sicurezze , i valori , i principi interiori ed esteriori . Ormai non si può dare per scontato nulla . Educazione , correttezza , serietà … tutte belle parole che però dobbiamo ogni volta verificare .

Da Otorino e Audiologo sono abituato a valutare con test clinici la presenza o meno di patologie dell’equilibrio ma spesso mi trovo a comprendere che l’origine del problema è molto più profondo e non bastano manovre cliniche o medicine per uscirne . Dobbiamo metterci qualcosa del nostro … Vi ricordate la canzone di Jovanotti ? “La vertigine non è paura di cadere ma voglia di volare ? … cosa sei disposto a perdere …?”

E noi cosa siamo disposti a perdere ?