Medicina Ayurvedica: la visita ayurvedica

C’è spesso confusione riguardo alla medicina ayurvedica ed in particolare allo svolgimento di una visita ayurvedica. Perché dovremmo rivolgerci a questo tipo di cura? In cosa consiste in pratica la visita? Quanto dura una visita? In cosa consiste la terapia? Il Dr Africano ti risponde con un video.

Se non hai ancora visto i video precedenti e vuoi approfondire la conoscenza della Medicina Ayurvedica trovi qui e qui i video con alcuni concetti base spiegati dal Dr Africano.

Rubrica ‘la salute prima di tutto’: prendersi cura di naso e gola

La salute prima di tutto

Questa volta nella seconda rubrica sulla salute, si parlerà della pulizia del naso e della gola, dando alcune dritte e rispondendo ad alcune domande.

È necessaria una quotidiana pulizia del naso? Quali sono i benefici? I gargarismi o altre abitudini possono aiutare il benessere e l’igiene del nostro corpo?

Curiosità: come trattare i foruncoli nel naso? Sono pericolosi?

Curiosità: per la gola…aerosol o fumenti?

Antibiotici? Anche no… grazie

antibiotici

Ancora oggi ci sono molte credenze popolari e luoghi comuni sull’utilizzo degli antibiotici che necessitano a mio parere di qualche chiarimento.

Innanzi tutto non pensiamo che dare un antibiotico sia il modo “più efficace” per trattare le infezioni. Ad esempio, inizio con qualche sintomatico, tipo aspirina o tachipirina o antiinfiammatorio e se non miglioro entro breve picchio “duro” con l’antibiotico.

Non parliamo poi del concetto che prima si parte con le compresse ma se la malattia è grave bisogna dare le punture che sono “più forti”.

Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza:

Il primo concetto fondamentale è che il nostro organismo in condizioni di base normali, è in grado di combattere e risolvere la maggioranza delle affezioni comuni anche senza medicine. Ve la ricordate il consiglio della nonna: ti fai una bella sudata e domani starai meglio? Ovviamente questo non vuol dire che le medicine non servono, ma vanno date quando realmente sono necessarie e nella modalità giusta.

Altro principio fondamentale è che le infezioni possono essere di origine virale (ad esempio raffreddore, influenza) o batteriche (ad esempio la classica tonsillite acuta con pus, molte bronchiti, ecc.) Mentre per le forme batteriche l’antibiotico è necessario ed efficace , per le virali è inutile e spesso controproducente . La differenza fra gli antibiotici non è fra più forti e meno, ma si distingue per spettro di azione cioè contro quali germi bisogna usarli, e l’emivita cioè per quanto dura la loro efficacia.

Il discorso ovviamente sarebbe lungo ma limitiamoci a qualche consiglio pratico :

  1. non dare subito l’antibiotico fai da te pensando di risolvere, ma attendere almeno l’andamento del problema ed, eventualmente, consultare il Medico ;
  2. non dare l’antibiotico per raffreddore od influenza salvo non insorgano complicazioni batteriche ;
  3. la maggior parte degli antibiotici sono “a largo spettro” cioè funzionano per la maggior parte dei germi comuni , se dopo 3-4 giorni non funzionano non è che “hai visto ho dovuto farli per 10 gg prima di aver risultato …” probabilmente se non funzionano rapidamente è perché non servivano o non era la cura giusta . Probabilmente guarivi da solo;
  4. il giusto dosaggio deve essere rispettato. Dare meno della dose necessaria non solo può non funzionare ma aumenta la resistenza del germe all’antibiotico.

Ma allora perché così tanti antibiotici anche prescritti dai medici? Un po’ perché “il paziente se lo aspetta”. Un po’ perché ahimè c’è a volte l’incapacità di distinguere virale da batterico. Un po’ per proteggersi … do subito il massimo e così nessuno mi dirà; non hai prescritto neanche un antibiotico …

Conclusione: aiutiamo la natura …non bastoniamola!!

Cos’è l’ipnosi?

Oggi parliamo di ipnosi clinica. Come viene utilizzata in medicina? Che cosa aspettarsi? Quali sono i benefici? Una spiegazione semplice e chiara dell’ipnosi clinica fornita dal dottor Africano.

Equilibrio


Quante volte abbiamo usato questa parola.. e se ci pensiamo , l’abbiamo usata in mille contesti diversi.

Se uno non sa andare in bicicletta non ha equilibrio , ma se uno è un po’ matto è uno squilibrato , un cattivo giudice non valuta le cose con il giusto equilibrio , uno che cammina su un filo ha un perfetto equilibrio , ma è anche vero che se uno è in pace con se stesso ha un buon equilibrio interiore , se qualcuno ha le vertigini non ha equilibrio , però se una persona è saggia è una persona equilibrata …

Potremmo continuare .

Pensiamo quindi a quanto importante sia questo concetto . Non avere l’equilibrio significa non avere più quei riferimenti che sono essenziali nella nostra vita . E vale per tutto . Per vivere bene dobbiamo avere dei punti di riferimento stabili : la famiglia o comunque dei legami , un lavoro ed una stabilità economica , una spiritualità che ci aiuti nei momenti difficili , ecc ecc . Ecco una delle cause fondamentali della crisi della nostra società : aver perso le sicurezze , i valori , i principi interiori ed esteriori . Ormai non si può dare per scontato nulla . Educazione , correttezza , serietà … tutte belle parole che però dobbiamo ogni volta verificare .

Da Otorino e Audiologo sono abituato a valutare con test clinici la presenza o meno di patologie dell’equilibrio ma spesso mi trovo a comprendere che l’origine del problema è molto più profondo e non bastano manovre cliniche o medicine per uscirne . Dobbiamo metterci qualcosa del nostro … Vi ricordate la canzone di Jovanotti ? “La vertigine non è paura di cadere ma voglia di volare ? … cosa sei disposto a perdere …?”

E noi cosa siamo disposti a perdere ?

Pulire le orecchie ? NO GRAZIE

Da bambino mi ricordo che mia madre mi diceva che se non mi pulivo bene le orecchie mi “cresceva il prezzemolo” … Per contro io per non lavarmi le braccia sporche dopo i giochi da bambino dicevo che non erano sporche … ma erano “le vene !”. Al di là dei ricordi dell’infanzia è indiscutibile che l’igiene sia una cosa importante ma è necessario fare un distinguo .

L’orecchio esterno , cioè quello che inizia con il padiglione auricolare e finisce con la membrana del timpano che vibrando trasmette i suoni , ha delle particolari caratteristiche forse non conosciute da tutti . Intanto il condotto non è un tubo retto ma ha un andamento ad “S italico” cioè con due curve per proteggere meglio il timpano .

Poi nella porzione esterna vi sono delle ghiandole simili a quelle del sudore che producono il cerume , che non è sporcizia , ma è una sostanza a base di colesterolo che lubrifica e protegge l’orecchio esterno . Immerse nel cerume ci sono delle piccole ciglia che come “scopette naturali” portano all’esterno parti di cellule desquamate e cerume .

Se noi quindi usiamo dei meccanismi di pulizia “fai da te” tipo cotton fioc o stuzzichini vari possiamo provocare diversi guai per diversi motivi:

  1. Essendo una manovra alla cieca per quanto cerchiamo di essere cauti si rischia di fare danni .
  2. Spesso una parte del cerume lo spingiamo verso l’interno dove non ci sono più le ciglia che lo riportano fuori .
  3. Il cerume è igroscopico, cioè gonfia con l’acqua , basta una spruzzata esempio durante la doccia che il cerume gonfia e fa tappo .

Conclusione : non usare per la pulizia altro che le proprie dita , non mandare a flutti acqua dentro pensando di pulire , non usare cotton fioc , stecchini o tantomeno le famigerate candelette che sciolgono il cerume appiccicandolo al timpano.

Se poi proprio ne producete tanto e siete soggetti ai tappi ( ad es. chi lavora nella polvere ) rivolgetevi una volta all’anno al vostro Otorino di fiducia.

Prescrizioni mediche e priorità: un pò di chiarezza


Quante volte ho sentito frasi tipo “Per fare quella visita o quell’esame ho dovuto aspettare mesi !! Era una cosa urgente ! Se non vai per via privata puoi anche morire !” .

Certo sappiamo che spesso il servizio pubblico non funziona o funziona male e le vittime come sempre sono i malati . Ma vogliamo fare un po’ di chiarezza ? Le lamentele sono ovviamente dettate dalla necessità ma troppo spesso sono frutto di non conoscenza dei meccanismi .

Innanzi tutto : ogni prestazione che il medico scrive ha un codice che spesso viene trascurato o non conosciuto . Sulla richiesta può venir segnalato la lettera : U ( Urgente ) e la richiesta deve venir evasa entro 48 ore , B ( tempo breve ) cioè entro i 10 gg , D ( differita ) entro 30-60 giorni , P ( programmabile ) entro 6 mesi o addirittura nessuna lettera che equivale a P .

Naturalmente non basta dire al medico “mi metta urgente così faccio prima se no chissà quanto devo aspettare” perché esistono elenchi di patologie che possono essere inserite come più urgenti o no . Ad esempio in una richiesta di visita per un tappo di cerume non può essere messo U ( urgente) in quanto anche se fastidioso non è un’urgenza. Per contro un’indagine per il sospetto di un tumore o di un’infezione importante può e deve essere fatta con priorità .

Non dobbiamo quindi confondere il proprio disagio con la reale urgenza della forma morbosa ma pretendere il servizio congruo con la necessità di accertamento . Urgenza , e questo vale per i casi in cui ci si dovrebbe rivolgere al pronto soccorso , significa situazione patologica che se non trattata subito comporta un rischio di complicanza o pregiudizio sulla malattia stessa .

Insomma mala sanità … anche , e non deve succedere , ma chiarezza nei percorsi , propri diritti e senso civico che serva per tutelare i nostri diritti di malato senza però pensare che il mondo, anche sanitario giri intorno a noi .

Dottore o Professore?

Più di una volta in ospedale mi è successo che , parlando con un paziente per diverse motivazioni ( spiegando qualche procedura , chiarendo qualche problema insorto , o altro ) non appena la persona veniva a capire che ero il primario esordiva …. “ah scusi !!” ed io : “Scusi di cosa ?” ..”eh sa non sapevo che lei fosse il Primario …! L’ho chiamato Dottore e non Professore !!” Ed io : “Guardi che non mi ha mica offeso .. poi .. il fatto di essere il primario non equivale ad essere professore ..dottore va benissimo e comunque sono una persona normale come lei ”

Ma al di là di questa sorta di soggezione , dovuta alla cattiva abitudine di molti miei colleghi che pensano di potersi collocare ad un altro livello degli altri solo per il loro titolo o posizione lavorativa , credo che sia utile fare un po’ di chiarezza .

Nel campo medico il titolo di “ Professore” era un titolo universitario acquisito come libera docenza . In altre parole un’attività scientifica ma soprattutto degli esami che si facevano a Roma che fornivano l’idoneità ad insegnare una data materia . A quel punto uno era professore in quanto docente in … E la materia era normalmente quella dove eri specialista .

Poi molti hanno iniziato ad aggirare l’ostacolo diventando docente in materie secondarie più semplici quali ad esempio “storia della medicina” , ma che con un semplice Prof davanti al nome faceva pensare di essere professore nella specialità principale praticata .

Poi le libere docenze vennero abolite .

Attualmente ci sono i Professori ordinari che sono titolari di cattedra universitaria , i Professori associati di livello inferiore ai precedenti , i Professori a contratto che sono esperti in una materia ma che non sono universitari … e ancora ricercatori , professori supplenti … insomma .. chiariamo:

  1. Essere professori vuol dire insegnare ma non equivale come principio ad essere più bravi o esperti di un dottore che potrebbe essere anche primario ma in ospedale . Ci sono professori che fanno solo ricerca e che nella pratica hanno pochissima esperienza .
  2. Primario‘ è un termine generico che vuol dire semplicemente essere il Responsabile di una struttura ( Direttore , Dirigente Responsabile ) ma non c’entra nulla con l’insegnamento , per cui non necessariamente è professore . Nel grande calderone poi esistono incarichi di insegnamento che a volte vengono sfruttati solo per poter dire che sei Prof . Ad esempio, io insegno alla scuola di formazione dei medici di Medicina generale per cui sono professore nel ruolo di insegnante ma dottore come primario .

Conclusione : non ci facciamo abbindolare dai titoli e valutiamo i professionisti per quello che realmente sono .