Prescrizioni mediche e priorità: un pò di chiarezza


Quante volte ho sentito frasi tipo “Per fare quella visita o quell’esame ho dovuto aspettare mesi !! Era una cosa urgente ! Se non vai per via privata puoi anche morire !” .

Certo sappiamo che spesso il servizio pubblico non funziona o funziona male e le vittime come sempre sono i malati . Ma vogliamo fare un po’ di chiarezza ? Le lamentele sono ovviamente dettate dalla necessità ma troppo spesso sono frutto di non conoscenza dei meccanismi .

Innanzi tutto : ogni prestazione che il medico scrive ha un codice che spesso viene trascurato o non conosciuto . Sulla richiesta può venir segnalato la lettera : U ( Urgente ) e la richiesta deve venir evasa entro 48 ore , B ( tempo breve ) cioè entro i 10 gg , D ( differita ) entro 30-60 giorni , P ( programmabile ) entro 6 mesi o addirittura nessuna lettera che equivale a P .

Naturalmente non basta dire al medico “mi metta urgente così faccio prima se no chissà quanto devo aspettare” perché esistono elenchi di patologie che possono essere inserite come più urgenti o no . Ad esempio in una richiesta di visita per un tappo di cerume non può essere messo U ( urgente) in quanto anche se fastidioso non è un’urgenza. Per contro un’indagine per il sospetto di un tumore o di un’infezione importante può e deve essere fatta con priorità .

Non dobbiamo quindi confondere il proprio disagio con la reale urgenza della forma morbosa ma pretendere il servizio congruo con la necessità di accertamento . Urgenza , e questo vale per i casi in cui ci si dovrebbe rivolgere al pronto soccorso , significa situazione patologica che se non trattata subito comporta un rischio di complicanza o pregiudizio sulla malattia stessa .

Insomma mala sanità … anche , e non deve succedere , ma chiarezza nei percorsi , propri diritti e senso civico che serva per tutelare i nostri diritti di malato senza però pensare che il mondo, anche sanitario giri intorno a noi .

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